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Capitólio, Minas Gerais: tra escursioni e cascate

Minas Gerais è uno dei 9 stati federali del Brasile non bagnati dall’oceano. Minas non possiede spiagge meravigliose ma in compenso può contare con laghi e fiumi che danno vita a cascate, rifugi e bellezze naturali da fare invidia.
La prossima stazione del Gipsyexpress prevedeva la fermata in Capitólio, un piccolo paese nel bel mezzo di verdi colline, bovini ovunque e classica vita di campagna: natura e tranquillità.
Capitólio è un paese giovane nato nel 1948, 8.000 abitanti e famoso soprattuto per l’impanto idroelettrico di Furnas localizzato nel fiume Rio Grande.
Come tutti i paesi di campagna, le persone vivono di agricoltura, allevamento e di turismo, che è improvvisamente aumentato negli ultimi anni lasciando il villaggio e gli abitanti stessi evidentemente impreparati.
A Capitólio ci si arriva solo in automobile e tutte le escursioni naturali devono essere raggiunte in macchina perché distanti dal centro del paese. Non ci sono mezzi di trasporto ed è anche qui che si percepisce come il municipio non si è ancora ben organizzato da questo punto di vista.
Come sempre ci autoprepariamo il viaggio su appunti scritti a mano e consigli stampati qua e là e arriviamo di mattina presto al nostro destino.
C’è un’atmosfera nostrana, paesaggio familiare chiaramente con flora e fauna esotica e non mediterranea; pappagalli ovunque, qualche tucano, alberi caratteristici della Serra da Canastra e fiori multicolore. Durante il cammino incontriamo un gruppo di urubu (avvoltoi) in riunione attorno alla carcassa di una preda, scena crudele ma che fa parte del ciclo vitale (tra l’altro gli urubu sono importantissimi nella catena alimentare).
Siamo ospitati all’Hostel Paraíso diretto da Robert, un giovane ragazzo con le proprie idee vintage e “europee”, l’ostello è carino, con vista panoramica delle migliori e soprattutto pieno di persone che hanno le proprie storie da raccontare e da condividere, domande, curosità e tutta la magia che esiste dentro quelle mura dal momento che si entra al momento che si va via. La mattina non abbiamo bisogno di sveglie, perché a svegliarci è il gallo del vicino…prestissimo!
Senza perdere molto tempo ci dirigiamo al primo luogo da scoprire: Morro do chapéu, il punto più alto di Capitólio a 1.293 metri che dista ad un’ora dal paese. Vista mozzafiato, tutta natura intorno a noi e poco cemento come ormai sono abituato a vedere nella megalopoli di São Paulo. La terra è secca e biancastra ma le piante crescono senza problemi.  
Sul monte c’è una piccola cappella dedicata alla Nossa Senhora Aparecida.
Dal monte ci dirigiamo verso i Canyons. Capitólio é conosciuta per i suoi canyons, pareti rocciose composte prevalentemente da quarzo, lo stesso che modella la roccia e la lascia a strati ben quadrati e delineati. La parte alta del canyon può essere raggiunta in macchina, dall’alto si possono osservare le pareti rocciose e in basso il fiume e la Cachoeira (cascata) del canyon. Noi arriviamo nel tardo pomeriggio e abbiamo la fortuna di assistere al tramonto del sole.
Torniamo in paese e come di consueto andiamo a “rompere le scatole” ai capitolini, nome degli abitanti del posto, nelle botteghe di artigianato e nei negozi di prodotti tipici. Il paese è piccolo, la chiesa centrale di São Sebastião punto di raccolta e sulla strada principale i vari negozi. Minas Gerais è conosciuta per la ottima cucina, i prodotti principali sono il feijão tropeiro (una mistura secca di fagioli, farofa, uovo, carne, salsiccia, aglio e altri sapori), il queijo de minas (i formaggi deliziosi di questa regione), la cachaça (il liquore derivato dalla canna da zucchero), il pão de queijo e la goiabada (dolce derivato dalla frutta della goiaba). Curiosità: in Brasile l’accoppiata formaggio e goiabada è chiamata Romeo & Giulietta per la bontà e la perfetta combinazione tra i due gusti.
La cachaça al sapore di açaí o banana è buonissima.
La popolazione mineira è molto accogliente e socievole, il proprietario del negozietto di artigianato quando viene a sapere della mia provenienza, mi invita a spendere tutti gli euro nell’acquisto dei suoi prodotti.
Quali euro?
Il secondo giorno, come già detto, a svegliarci presto è il gallo del vicino. Dopo un’abbondante colazione ci dirigiamo dritti a quello che qui chiamano Paraíso Perdido, un’escursione tra le rocce, acqua, sorgenti e cascate. Un paradiso in terra veramente.
Acqua cristallina che sorge dall’alto e continua a valle formando piccole cascate e profonde fosse d’acqua. L’escursione non è affatto facile ma ne vale la pena e la fatica.
La seconda parte della giornata la passiamo a Escarpas do lago un balneario che si trova vicino Capitólio dove abbiamo la possibilità di assaggiare un piatto del posto, la tilapia (pesce) e la birra artigianale chiamata Escarpas dal sapore intenso e amaro.
Il giorno successivo è la volta di andare a scoprire una delle più emozionanti escursioni di questo viaggio, la Trilha do Sol. Prima di raccontarvi questa avventura vorrei aprire una parentesi/critica che rappresenta una delle poche pecche di questo luogo: le escursioni che portano a questi posti meravigliosi che madre natura ci offre sono tutte a pagamento e questo mi lascia abbastanza triste, l’uomo ha approfittato del momento e ha dichiarato proprietà private parti di terreno e per entrarci si paga un prezzo ingiusto. Ingiusto proprio perché sono proprietà del mondo e non private, sono di tutti noi.
La Trilha do Sol dura 4 ore e comprende tre luoghi: Pouço Dourado, Um limite e la Cachoeira do grito. Formidabili è dir poco. Per raggiungerli si deve scendere e i sentieri sono di terra, sassi, fango e quarzo, acqua trasparente e verde ovunque.
Tutte e tre terminano con una cascata. Durante il cammino, lasciate sulle pareti, riconosco quelle che in San Pedro de Atacama (Chile) chiamano apachetas, le pietre una sopra l’altra che rappresentano un ringraziamento a madre terra.
L’acqua è fredda ma sopportabile e io mi lascio colpire forte sulla testa, collo e spalle. L’acqua della cascata purifica l’anima, è benvenuta.
Quando torniamo al punto di partenza è già ora di pranzo. Dopo aver mangiato rapidamente è la volta di esplorare il lago e la barca ci porta in alcuni luoghi come la Lagõa azul e la Cachoeria do canyon. La passeggiata in barca è rilassante e i posti altrettanto, mi tuffo e mi godo l’acqua, la nutura e Clarice!
In ostello ci arriviamo stanchi ma felici per aver realizzato un altro viaggio, con gli altri ospiti commentiamo e condividiamo ognuno le proprie emozioni e opinioni, anche questi sono momenti indimenticabili.
Insieme a Clarice ci prendiamo un caffè, che qui ha un aroma più forte rispetto a San Paolo, e ci sediamo di fronte alle verdi distese: “keep it up Peppinè!

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