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Come il colore della pelle…di chi?

Alcune cose è importante capirle bene.
Anche se ci si arriva tardi è sempre meglio che non capirle mai, io, per esempio, ci avevo fatto caso solo adesso, a 29 anni.
Ma la colpa non è nostra, al contrario, sono nozioni che ci vengono insegnate fin da piccoli dalla società e dalle istituzioni e ci rimango ficcate “in capo” come modello di riferimento, quindi le colpe non sono da attribuire (solo) a noi stessi.
Quello di cui vorrei parlarvi oggi riguarda degli stereotipi pesanti e, ahimè, nascosti che fanno ancora parte della nostra tradizione, cultura e educazione. Fin da piccoli siamo circondati di segnali e imposizioni che ci indirizzano a scegliere alcune cose anziché altre ma che sono inzuppate di un retrogusto misogino, razzista e prepotentemente sbagliato.
Sono insegnamenti che dal dopoguerra hanno iniziato a far parte della nostra routine quotidiana e storica e che si stanno riproponendo nella società sempre più razzista e tutt’altro che tollerante.
Veniamo al punto: ci hanno insegnato a comportarci e ad avere delle attitudini molto spesso sbagliate, irrispettose e antiliberali dal punto di vista dell’accettazione razziale, sessuale e religiosa.
Facendo un passo indietro nel ciclo della vita umana, quando una coppia aspetta un bambino, i genitori devono scegliere gli indumenti da comprare associando al celeste il colore per i maschi e al rosa quello delle femmine. Vedete queste sono cose banalissime ma che poi ci influenzeranno per il resto della vita, a noi e a chi andremo ad educare.
I numerosi giocattoli che compriamo ai nostri figli sono circondati di cliché che manco-Dio-lo-sa e c’è veramente da ragionarci sopra; mi ritornano in mente scene da bambino, che ingenuamente a quei tempi non mi facevano né caldo né freddo, alle femminucce gli si regalavano delle bambole per simulare “mamma e figlia” o la “nouvelle cuisine” per imparare a stare in cucina, lavare i piatti, fare da mangiare addirittura un’altra versione aveva anche la lavatrice (andatevi a vedere i colori e le tonalità che vanno dal viola al rosa al fucsia e nulla è lasciato al caso). Si incanalavano le bambine già ad avere un atteggiamento domestico e un futuro da donna di casa. Se il grembiule per cucinare se lo fosse messo un maschietto avrebbero chiamato il parroco, esorcista, per risolvere forti sintomi di omosessualità. Mah!
Riproporrei una nouvelle cuisine con altre tonalità unisex senza avere paura se il figlio ci gioca e magari cresce che fa un ciambellone, lava i piatti o stira.
Eccolo! Il ferro da stiro dei giocattoli non ne ho visto uno in vita mia che non fosse rosa, quando vai a scuola e rimetti al loro posto i giocattoli deve stare dalla parte delle femminucce. Ma che è un accordo internazionale? Chi lo ha deciso?
Quando si gioca a “mamma e figlia”, la mamma la deve fare la bambina, ma dove sta scritto? Anche il padre da grande sarà la madre del proprio figlio o tutte le madri che cresceranno i figli da sole faranno anche da padri.
Per non parlare delle bambole o delle barbie: le vogliamo cambiare queste cazzo di parrucche bionde e pelle chiara? Ne facciamo un pò con la pelle scura, rossa, i capelli corti, due meches, un turbante, cicciotella?
La barbie bionda, alta, capelli mossi ci ha fatto male per numerose generazioni, non ce ne siamo accorti.
Me ne sono accorto a 29 anni, quaggiù in Brasile, quando ‘sta ragazzina su uno di quei libri con disegni già pronti, ha colorato la barbie con le meches viola e la pelle marrone.
Mi ha fatto venire i brividi.
Mi ha scombussolato anni di stereotipi e modelli robotici di bellezze angeliche, pure, ariane.
Non mi dimentico neanche di Ken, tranquilli, muscoloso, occhi azzurri, capelli marroni e pelle chiara. Ma un Ken pelato, pelle scura o giallastra, con i baffi, magro con gli occhiali? E i peli non ce l’ha nessuno di questi giocattoli?
Per non parlare dei giocattoli da maschietto (?) il camion, il trattore o i soldatini, vedo donne guidare autocarri o trattori meglio di molti uomini e il numero di iscritte al servizio militare aumentare.
La cosa che ci ha fatto più male è stato a scuola, ma ripeto, la colpa non è stata solo delle maestre. Sono le istituzioni, la televisione, la politica commerciale che hanno imposto delle teorie mirate ad omologare e omogeneizzare.
Alla affermazione “prendete il color pelle” il nostro cervello associa il rosa come colore da scegliere, da chiamare l’esorcista veramente!
Nel 2017 non abbiamo risolto niente, se ne vedono ancora in giro, ai negozi il pongo color pelle e quando lo apri è rosa (vedi immagine) ma anche la fila per entrare in un locale e le donne pagano meno degli uomini, anche questo è elemento che evidenzia una parità di sessi solo in teoria. Una delle più grandi scrittrici dei nostri tempi, J.K. Rowling, ha dovuto scegliere questo pseudonimo per dare l’impressione che il libro fosse stato scritto da un uomo, così da non allontanare i lettori.
L’elenco è lunghissimo e ancora oggi la società fatica ad accettare qualcuno diverso da se stesso, così da creare ogni giorno vicende di razzismo, omofobia, bullismo e quant altro.
Le nuove generazioni devono essere ben educate a tutto, cercando di eliminare modelli creati in passato ormai vecchi e retrogradi e soprattutto insegnando loro ad essere sensibili nel rispettare il prossimo accettando se stessi. In famiglia, a scuola, in strada e in internet.
Insegniamo a tutti a lavare i piatti, a cucinare, a passare la camicia che poi quando andiamo a Londra a fare i camerieri il ferro da stiro non è rosa e chi lo usa è anche uomo.

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