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Erezione vulcanica

Giancarlo era disteso sul letto e si era appena finito di scopare Julia Roberts, che adesso le sorrideva coi suoi denti bianchissimi soddisfatta come nella pubblicità del caffè. Ora era rilassato e stava guardando l’angolo del soffitto un esemplare della famiglia degli Aracnidi, della specie vaganti, che con i fili si limitava ad avvolgere la preda e poi la inculava. Nella formidabile trappola era finita una mosca, della specie appartenente alla classe degli Insetti Pterigoti, della famiglia Muscidie che probabilmente aveva rotto i coglioni a Giancarlo il giorno prima mentre si stava lavorando Julia Roberts. Adesso la mosca cercava di dimenarsi mentre arrivava Magno il ragno che si preparava a rifocillare secondo le antichissime leggi della natura. Gian era felicissimo.
Poi si girò di lato e cominciò a pensare. Nel 2020 succedevano ancora cose stranissime, sciocche:
-chi fa ancora a botte per una ragazza, chi non saluta il vicino, chi graffia la macchina, chi odia i froci e gli ebrei e gli zingari, chi sogna il duce, chi lascia i soldi in banca, chi fa la fila per una maglietta, chi ci prova dietro un computer, chi fa i matrimoni, chi compra casa, chi crede eroi persone polpette, la fila alla posta, le professoresse col tailleur, le sigarette, la donna che fuma col polso piegato, la gelatina, i fidanzati, i centri commerciali, i ceci.

Erano le 16:34 ma non era vero, la sveglia di Padre Pio si era fermata e le batterie non erano state ancora cambiate. Giancarlo prese sul comodino il telecomando e provò ad accendere la tv. Fece tre volte il giro dei canali e poi bestemmiò santapollinarenuova.
che cazzo di fine aveva fatto Super 3? I cartoni  Yattaman, Nino il ninja, Alvaruccio, Doraimon? E Sonia, era finita in un centro di recupero per tossicodipendenti? Se la stava immaginando con un piercing nelle narici mentre cantava la buonanotte ai bambini.

Spense il Nordmende e si mise bene il pisello, poi decise di uscire. Sarebbe andato da Vincenzo e avrebbero fatto qualche partita alla play station. Già stava pensando alle squadre da prendersi: l’Udinese, il Chievo Verona e il Portogallo. Vinzo, così lo chiamava Giancarlo, abitava non molto distante da lui. Chiuse il portone, si dimenticò le chiavi dentro insieme al portafogli e bestemmiò di nuovo il suo preferito.
Le macchine correvano veloci, gli autobus passavano lasciando scorregge di smog e qualche troia rideva all’interno dell’abitacolo (altre tre cose sciocche del 2020!). Si scaccolò e poi si mise a fischiettare un motivetto di Anna Oxa, quando si girò vide alla corsia opposta Daniela che guidava una BMW di suo padre. Ottavio Valgelo era dottore chirurgo specializzato in ricostruzioni facciali, laureato in medicina con lode e bacio accademico e una grande passione per le macchine. Una, ora, la stava guidando sua figlia.
Giancarlo cercò di nascondersi sotto la cerata Diadora ma con la coda dell’occhio vide Daniela che stava gridando qualcosa:
“ehi Gian ciaoooooo, aspetta che giro e ti do un passaggio!” stava con mezzo busto fuori e teneva il volante solo con una mano.
Giancarlo divenne pallido e le ghiandole salivari andarono in sciopero. Cercò di darsi una sistemata ai capelli, ai sopraccigli, si odorò sotto le ascelle e si abbottonò la cerata visto che la maglietta era macchiata. Arrivò a un bel tre alla scala di bellezza. Daniela accostò sul ciglio e fece segno con la mano di salire.
Era bellissima. Le mani sul volante straordinarie, le unghie laccate di verde. I capelli lunghissimi, poco truccata e una maglietta che si vedeva tutto. Ai piedi dei sandali di cuoio. L’odore di vaniglia anestetizzò l’ambiente. Una collana africana concludeva il tutto collocandola al nove della scala bellezza. Sei punti passavano tra Giancarlo e Daniela. Sei punti passavano tra Magalli e Julia Roberts.
Due minuti si consumarono fissandola. Giancarlo stava per raggiungere il nirvana e la via che porta all’eternità, quando venne svegliato da un bacio sulla guancia vicino la zona calda.
Tre cose potevano accadere ora:

  • Un infarto poteva inchiodare Gian sui sedili della BMW
  • Tre plotoni di squadre antisommossa li avrebbero fermati e arrestato Gian per aver acquistato una cerata Diadora
  • Un vulcano si stava risvegliando nelle viscere della terra e un cratere li avrebbe inghiottiti con la macchina del dottore

Le ghiandole ripresero a lavorare normalmente e Daniela fu la prima a rompere il ghiaccio:
“come stai? L’occhio fa ancora male?”
Gian ci pensò un po’ e poi rispose: “tutto ok, si sta sgonfiando. Grazie”
“bene sono contenta, senti se non stai andando da nessuna parte ti porto in un bel posto. Ti va?”

Era come nei film, non poteva farsi sfuggire una così grande occasione. Avrebbe parlato un po’ con Daniela e finalmente rivelato il suo segreto, questa volta senza Fagiorelli che sparava le bombe dalla metà campo.

“ok, va bene. Ma dove andiamo?”

Daniela non rispose, accelerò e portò la lancetta a 120 chilometri orari poi svoltò su una strada secondaria che portava alle desolate campagne romane. Lo stereo passava una vecchia canzone di Lucio Battisti, Giancarlo guardava fuori il finestrino gl’immensi campi, macchie verdi e marroni sfilavano dal finestrino. Poi arrivarono in una zona abbandonata, sembrava una discarica e intorno gli scheletri di tre palazzi rendevano tutto ancora più brutto. Daniela accostò e s’infilò tra due palazzine, in una zona d’ombra. Nascosti.

Sorrise e senza pensarci disse: ”ti piaccio vero?”

Giancarlo sentì una vampata di calore salire sullo stomaco verso la trachea e arrivare fino alle tempie che pulsavano freneticamente. Forse un vulcano stava riprendendo vita proprio sotto il loro culo ed emanava calore. Aveva ancora un barlume di ragione per rispondere alla domanda, organizzò le idee e prese fiato.

“veramente, ecco…io. Si insomma. Si!” ce l’aveva fatta, lo aveva detto. Il cuore riprese a battere in modo regolare e il vulcano tornò a riposare sottoterra.
Daniela lo guardò, sorrise e con le mani si diresse sulla patta dei jeans, quelli sporchi. Aprì il primo bottone, tirò giù la lampo e sentì il pisello di Giancarlo durissimo. Gli tirò giù anche le mutande a fiori e abbassò la testa prendendolo in bocca. Daniela aveva letto il manuale di Doris Girello che spiegava tutte le tecniche erotiche per far impazzire il proprio partner, avrebbe mandato in tilt anche Gian. Sapeva come e dove lavorare. La lingua, la saliva, il movimento, la mano, il bacio.
Giancarlo, beh, era al limite del collasso, il suo corpo raggiunse i 44 gradi Farenhait e la via che porta all’eternità, San Pietro e le porte del Paradiso. Si appoggiò con la testa sul sedile, prese con un mano i lunghi capelli di Daniela e l’aiutò nel movimento. Gli anni di esercizi solitari gli furono di grande aiuto, durò cinque immensi minuti e poi venne in bocca alla ragazza. Fino all’ultima goccia, fino agli inizi del mondo, vinse dove non c’era riuscito Durante Alighieri.
Non esplose nessun vulcano, nessuna squadra antisommossa quel giorno ebbe impegni lavorativi e le morti d’infarto scesero del 2%.
Riaprì gli occhi, dedicò la vittoria agli inetti e a Magno, pensò ai problemi che attanagliavano l’Africa e poi sorrise. Un sorriso ebete ma pieno di soddisfazione.

Daniela tossì e mandò giù tutto.

 

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