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La fine a Ovest

Cabo da Roca e Cascais.

Il viaggio verso Cabo da Roca è entusiasmante. Cabo da Roca si trova a Lisbona ed è l’ultimo pezzo di terra europea ad ovest, dove termina il vecchio continente e inizia l’oceano. L’Atlantico ci separa dalle due Americhe.
Da Cais do Sodré si prende il comboio (il treno come lo chiamano i portoghesi) ed è quello che va diretto a Cascais e che attraversa Belém e la sua famose torre, seguendo il verso del Rio Tejo che poi muore sull’Atlantico.
Il Rio Tejo è un punto di forza di questa città ma anche maledetto per i pensatori martoriati dalla saudade (termine che lascio in lingua originale perché non ho definizione che la spieghi. È un sentimento che si sente e ognuno la interpreta come crede).

Il panorama che mi offre Lisbona è dei migliori, una mistura di bellezza e nostalgia. Il comboio finisce la corsa a Cascais, la visita qui è d’obbligo perché si può approfittare della spiaggia, del mare e passeggiare tra i vicoli tipici portoghesi.
Il 403 è il bus che ti permette di arrivare a Cabo da Roca. Cascais e Cabo da Roca distano circa mezz’ora l’una dall’altra.
La strada è una serie di curve a “S” che portano fino in cima tra la vegetazione a noi ben conosciuta di ulivi e qualche sempreverde marino. A pochi chilometri dall’arrivo già si scorge una vista mozzafiato e un’immensa distesa blu.
Appena arrivati un faro di vedetta e il vento ci accolgono dalla collinetta, a due passi il dirupo.
La fine.
La terra lascia spazio alle acque, le onde si infrangono sugli scogli, si fa fatica a percepire la violenza delle onde che attaccano o la forza degli scogli in difesa. Si rimane affascinati dalla natura e dalla sua forza.

Qui finisce il continente europeo e comincia l’oceano; una distesa blu che fa tutt’uno con il cielo su un sottofondo musicale rilassante e che “pulisce” i pensieri sporchi e pesanti della quotidianità.
Su una croce di pietra sono incise le famose parole di Camoes “onde a terra se acaba e o mar começa“. Il momento è unico e indimenticabile, terra-mare e uomo-natura.
Lo stesso 403 mi riporta da dove ero partito a Cascais. Come già detto la passeggiata è da fare assolutamente, ammirate le pareti di azulejos delle case e se avete fame ricordatevi di provare la cucina tipica portoghese evitando (e BOICOTTANDO) le solite immondizie delle multinazionali.
Il ritorno a Lisbona ripropone le stesse immagini dell’andata, lentamente veniamo risucchiati prima dal fiume e poi dalla frenesia della città.
Alla stazione di Saldanha un via vai di incravattati mi riporta alla normalità, ma fortunatamente per oggi non sono uno di loro.

Até logo viajantes!

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