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R. come Re Leone.

Oggi me ne sono ritornato all’Opera Sociale dove due anni fa sono stato volontario insieme a mio cugino. La struttura si trova nella favela di Heliópolis, stato di San Paolo, e ci sono tornato perché avevo voglia di rivedere i ragazzi e farmi riabbracciare da tutti. Volevo proprio essere coccolato. Qualcuno se ne è andato, altri sono rimasti, ci sono nuovi bambini che non conosco e i ragazzi di due anni fa stanno crescendo e si vede, psicologicamente e fisicamente.
Con quattro o cinque di loro, che formano lo zoccolo duro, ci sono veramente affezionato. Oggi, però, la mia visita ha uno scopo ben preciso: voglio fare qualche domanda ad uno di loro e capire la differenza tra un bambino cresciuto in una favela ed io, per esempio, che sono cresciuto in un paesino di montagna molto tranquillo.
I sogni, le passioni, le paure, i ricordi dei bambini non sono proprio gli stessi in tutto il mondo e purtroppo ci sono da affrontare situazioni pesanti sin da piccoli dipendendo da dove si vive.
Ho preparato alcune domande a R.M. (nome che tengo nascosto per ovvi motivi) e che oggi mi ha dato una grande lezione di vita. Ancora una volta sottolineo che i valori più importanti della vita non ce li insegnano all’università ma li troviamo nei posti e nelle persone più umili del mondo.

Nome e cognome, età, dove vivi e quanti fratelli hai?
L’intervista lo incuriosisce e parte a razzo.
 Mi chiamo R.M., ho 13 anni festeggiati il mese scorso e vivo ad Heliópolis. Ho sei fratelli (da parte di madre mentre non so se da parte di padre ne ho altri) e vivo assieme a mamma e alla mia sorellina più piccola di 9 anni.

Dove studi e quale scuola frequenti? Quale materia ti piace di più e quale no.
Frequento la scuola media V.d.I che si trova qui ad Heliópolis. Mi piacciono diverse materie ma inglese è quella che mi piace di più. Odio, invece, la matematica.
Hai una fidanzata?
(ride)…veramente devo rispondere a questa domanda? Ho una fidanzata ma lei non lo sa!

(rido pure io…namo bene?!)
Cosa pensi del Brasile?

Penso sia un buon paese per vivere ma non in questo momento. Con la crisi di adesso e i diversi problemi come la sanità o l’educazione e un presidente che s’importa poco di queste cose è un po’ complicato. Però è un paese bellissimo.
Heliópolis anticamente veniva chiamata favela, adesso è propriamente chiamata Comunità, cos’è per te la favela? Cosa significa?
La favela è dove ho i miei amici, ma ci sono persone da cui voglio stare lontano. Conosco diversi amici che frequentano situazioni pericolose. Avevo un amico di 15 anni che adesso usa droga e io mi sono allontanato da lui. Ho incontrato due ragazzi l’altro giorno della mia stessa età e uno stava gridando verso l’altro per di non averlo pagato. Cose così.
Cose così! Certo, penso tra me e me.
Ma dal mio punto di vista la favela ha un grande significato, la gente pensa che nella Comunità ci sono solo persone cattive o che fanno cose errate. Esiste ancora molto preconcetto. A me piace qui perché è tutto vicino, il campo per giocare, la bottega, gli amici.
Mmh capito.
 Mi diresti 3 cose positive di vivere nella favela e tre negative?
Resta qualche secondo pensieroso. Le cose negative: la droga che circola illegalmente, molti furti e la violenza. Le cose invece positive sono che ho tutto vicino casa, la maggioranza delle persone si rispetta tra loro e gli amici.
Eh gli amici sono una grande cosa dico ad alta voce in italiano.
R. cosa consiglieresti ad un ragazzo della tua età? E alla tua sorellina?
Io gli direi di fare quello che vuole, ma ci sono cose che non fanno bene e sicuramente non ti rendono una persona migliore. A mia sorella dico che può fare tutto ma non tutto le conviene. Lei sa cosa fare e cosa non fare.
Qui mi cita una frase della Bibbia e mi dice che anche la sorellina ha molta fede e partecipa alla vita religiosa insieme a lui. 
Se fossi un uomo ricco cosa faresti con i tuoi soldi?
Qualche tempo fa avrei risposto che aiuterei i poveri…ma è una bugia.
Me la rido perché viva la sincerità e l’ingenuità.
Prima di tutto aiuterei mia madre a comprare una casa nuova. Poi io stesso andrei a vivere in un’altra città, Norvegia o Inghilterra dove la vita è molto buona. Diventerei un impresario e comprerei le azioni del Manchester City o Bayern Monaco. Aprirei un’azienda. Continuerò ad avere contatto con i miei amici e se avessero bisogno di aiuto io sarò disponibile.
Quali città del mondo avresti voglia di visitare? Hai detto Norvegia e Inghilterra, e Italia cavolo?
Lui ride e quasi si scusa.
 Si si anche l’Italia è bella e Roma!
R. spiegami perché, secondo te, i genitori fanno delle stronzate anche da grandi?
Qui tocco un tasto dolente. Ma R. è talmente intelligente che ricevo una cinquina morale inaspettata.
Perché le persone continuano sempre a sbagliare, a fare errori. Ma l’importante è imparare dagli errori. Se una persona non impara dallo stesso errore o gli piace fare quella stronzata oppure è un asino. Hai visto il Re Leone?
L’ho visto da bambino, sì!
Ecco. Quando facciamo degli errori dobbiamo cambiare noi stessi e non ricommettere lo stesso errore. Nel cartone dice. “cambiare è cosa buona. Però non è facile”. Forse anche i più grandi hanno paura di cambiare e continuano a fare degli errori.
…ci resto impietrito e passo alla prossima domanda.
Visto che sta arrivando il Natale, cosa vorresti per regalo? e se dovessi toglierti qualcosa di tuo per donarlo a chi ha meno possibilità cosa gli daresti?
Anche qui non mi aspetto una risposta del genere e mi ricorda di quanto la mia infanzia sia stata bella e senza problemi.
Ehmmmm forse una X-Box. O meglio ancora, una cosa che Papai Noel (Babbo Natale) non mi ha dato che è la famiglia unita.
R. ha un cuore, una sensibilità e un’intelligenza fuori dal comune per un ragazzo della sua età.
Ho molti vestiti che non uso e li darei volentieri a chi ne ha meno di me.
Cosa ti auguri per il tuo futuro?
Essere ricco e potente. Ahahah, Scherzo! Vorrei diventare ballerino o giornalista (senza toglierti nulla).
Ridiamo insieme e gli spiego che non sono giornalista, che mi piace tanto insegnare o lavorare nel mondo dell’editoria. Devi imparare bene l’inglese se vuoi fare il giornalista, gli dico.
Hai una persona a cui ti ispiri nella vita quotidiana?
Non mi piace ispirarmi ad altre persone perché mi piace essere differente. Non prenderei l’esempio dei miei genitori ne di altre persone.
E chi è la persona che ami di più della tua vita?
Mia madre, nonostante tutto quello che ha fatto.

L’intervista, o meglio la chiacchierata con R., dura un’oretta. Ha molti sogni da realizzare e molti ostacoli da superare. Ridiamo e scherziamo insieme e ci commuoviamo quando tocca tasti dolenti della sua vita, che io mai avrei immaginato durante la mia infanzia. Mi sono accorto che la distribuzione della giustizia umana è disomogenea e sproporzionata. Assolutamente!
Non mi sento di dare dei consigli, perché non ho le facoltà per farlo ma provo a raccontargli la mia storia e come nella vita è importante fare ciò che ci piace nonostante ci saranno difficoltà da superare. L’unica cosa che mi preme dirgli è di ascoltare tutti ma focalizzarsi sul solo proprio obiettivo e lottare per quello fino alla fine.
R. è contento perché è ora della merenda e perché il doposcuola è finito.
Io anche me ne vado a fare merenda con loro e poi me ne torno a casa. Su internet la sera mi guardo Il Re Leone, un capolavoro, i ragazzi dell’Opera Sociale faranno una recita teatrale per Natale proprio su questo cartone.
Non posso che concludere con una frase di Musafa:“per raggiungere quello che vuoi, devi guardare oltre quello che vedi.”

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